giovedì 20 febbraio 2014

Ovile di via Saliola

Nella Commissione, era presente anche Carmine D'anzica, membro del direttivo del Comitato di quartiere

Riportiamo, di seguito,  l'esauriente resoconto del cdq di Colle degli aberti, sull'argomento

In questi giorni, in Municipio, sono state convocate congiuntamente le commissioni Urbanistica e Ambiente( il cui presidente è Pasquale Gidaro) e la commissione politiche sociali e sanità (il cui presidente è Daniele Grasso). Alla commissione hanno partecipato altri esponenti politici, rappresentanti della polizia municipale che in passato si sono occupati della questione dell’ovile, un rappresentante del dipartimento ambiente del comune oltre ad Elisa Sufflico per il Comitato di Quartiere Colle degli Abeti ed alcuni esponenti del comitato Nuova ponte di Nona.
Si è discusso ampiamente delle problematiche relative all’ovile di via Saliola e, in particolare, dello stato delle cose riguardo al previsto spostamento dello stesso in una sede più adeguata. Sembra che esista una convenzione, stipulata all’incirca 25 anni fa, tra comune, ASL e il pastore, per cui Cocco Salvatore può effettuare mungitura e avere lo stallo delle pecore in quella zona.
Sono state date subito brutte notizie. Il procedimento avviato in precedenza e per cui l’ovile stava per essere riallocato in una zona nel territorio di Castel di Guido ha subito un arresto irrimediabile.
In pratica, si era giunti ad un accordo con il comune, per cui a Salvatore Cocco sarebbe stata assegnata, in un azienda affidata ad un privato su un terreno regionale, una quota molto grande di terreno dove potevano essere ospitate le pecore e le relative attività. Sembra che il privato che ha in gestione l’azienda si sia opposto a questa ipotesi che è quindi definitivamente tramontata.
In pratica si ricomincia tutto daccapo.
Più volte nel corso della riunione è stato fatto notare la situazione di degrado al limite della decenza, la lenta moria degli abeti intorno all’ovile, la pericolosità dei cani. Lo stesso presidente Gidaro descrivendo il futuro dell’area ha detto che l’abetaia dovrà diventare un parco attrezzato fruibile per i due quartieri e che di fronte verranno costruite delle scuole. L’amministrazione ha quindi ritenuto ormai inderogabile lo spostamento e si sono delineate sostanzialmente due strade. La prima prevede la ricerca di nuove aree adatte, tenendo conto, a detta della commissione, che fin’ora si è dato fin troppo credito alle richieste del pastore che in questo momento ha una convenzione per un’area di poche centinaia di metri, mentre in cambio gli era stato promesso un appezzamento di terra molto più grande. I numeri appaiono più grandi rispetto a quello che ogni giorno possiamo vedere. Sembra che l’ASL abbia certificato che il pastore possegga circa 1000 pecore e circa 2 decine di maiali. Numeri che teoricamente richiederebbero spazi molto più grandi del fondo valle che in questo momento è concesso al pastore. E’ stato quindi ribadito che non si vede il motivo per cui in cambio dell’area attuale se ne debba trovare una più grande.
La seconda opzione non prescinde dal fatto che la commissione vuole trovare una sistemazione per il pastore. Se ci si dovesse trovare di fronte a richieste eccessive o difficili da esaudire non si è esclusa la possibilità di estinguere la convenzione. A tal riguardo purtroppo si è dovuto ammettere che nessuno della commissione ha mai potuto leggere tale convenzione perché non è mai stata richiesta agli atti. Quindi non si sa se all’interno è definita una data di chiusura della stessa, se ci sono delle clausole per cui la convenzione potrebbe essere rescissa nè quali sono effettivamente le aree date al pastore. E’ stata quindi fatta richiesta di accesso e recupero degli atti, che dovranno essere in possesso della commissione nel prossimo incontro sull’argomento.

La mancanza della convenzione non ha permesso alla commissione di conoscere tutte le informazioni necessarie per prendere delle decisioni. Seppure appare, come detto, inderogabile, la necessità di delocalizzare l’ovile.
Altro dato che mi sembra importante riportare sono le poche e contraddittorie informazioni sul casale Benzone di piazza Giannelli (di fronte alla casale concesso in gestione alla biblioteca Papillon). La polizia afferma che il pastore dichiara che quel casale è suo, o quanto meno gli è stato affidato. Ora non è chiaro sulla base di quale atto il pastore vanta questi diritti sul casale, e se nella convenzione vi è la concessione anche per quel casale. Sta di fatto che è stata chiesta una verifica della situazione che sarà effettuata dalla commissione patrimonio.

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