venerdì 11 marzo 2016

Lo scandalo del PVQ di Ponte di nona: Scuola chiusa e sala slot aperta

PUNTO VERDE QUALITÀ': TUTTI A MANIFESTARE PER L'APERTURA DELLA SCUOLA, PER L'ATTIVAZIONE DEI SERVIZI PER I CITTADINI E PER LA LEGALITÀ'

Ripristino della legalità, apertura immediata della scuola, garanzia verso i lavoratori. Questi sono i tre punti fondamentali che hanno spinto i cittadini del versante prenestino ad organizzare una nuova protesta sul Punto verde qualità di Ponte di Nona, sabato 12 marzo, alle 10.
Una manifestazione promossa dal “Movimento disoccupati organizzati” di Ponte di Nona vecchia e dal Qre (Quartieri riuniti in evoluzione) a cui anche il comitato di quartiere Nuova Ponte di Nona ha deciso di aderire. Non solo per il ritorno alla legalità sul Punto verde qualità, dove sorgono impropriamente attività private e commerciali su un terreno comunale in virtù di una convenzione ormai sospesa dal comune da circa due anni, ma anche per garantire il lavoro ai dipendenti del centro sportivo Heaven quando la struttura verrà finalmente acquisita dal Campidoglio.
Ma la scuola rappresenta forse la battaglia più aspra e che il comitato Nuova Ponte di Nona ha fatto sua, ormai da diverso tempo. In un municipio, quello delle Torri, che conta circa 250mila abitanti, tra i più popolosi su tutto il territorio comunale, e numerosi bambini. Con due strutture costruite e pronte da destinare ad asilo nido (una in via Crocco a Ponte di Nona, l'altra nella zona di Villaggio Prenestino), ma mai aperte. Con una graduatoria (l'ultima disponibile per l'anno scolastico in corso) per la scuola dell'Infanzia (materna) che conta 1000 bambini senza posto, 520 solo nel nostro quartiere, mettendo in seria difficoltà le famiglie e a rischio il percorso formativo-pedagogico dei nostri figli.
Per tutte queste ragioni riteniamo che sia ancora più inaccettabile che proprio sul Punto verde qualità, che sorge in via Don Primo Mazzolari, a pochi passi da Villaggio Falcone e al centro commerciale Unico, insista una struttura scolastica pronta, con tanto di bagni e arredi, chiusa e inutilizzata da anni.

Sabato mattina si manifesta per questo: il diritto ad una scuola per le nuove generazioni che cresceranno in questo versante capitolino, per il ritorno alla legalità in una situazione in cui anche l'amministrazione si è macchiata di accondiscendenza, e per il mantenimento dei posti di lavoro una volta che il centro sportivo torni nelle mani del comune, con una gestione davvero pubblica a servizio della collettività.

È ora di dire basta. Anche noi siamo Roma.

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